12 OTTOBRE 2025
Sala dei 400 – Palazzo del Popolo, Orvieto
MICAH P. HINSON
All’inizio del 2020, Micah P. Hinson era quasi sul punto di abbandonare la sua carriera musicale. Il cantautore esoterico di Americana/folk – che divide il suo tempo tra Texas e Spagna – aveva pubblicato dieci album acclamati dalla critica e costruito una fedele base di fan (soprattutto in Europa), ma si sentiva intrappolato e profondamente depresso.
“Mi sono reso conto che scrivevo solo delle mie relazioni e situazioni passate, e questo significava che non avevo nessun posto dove andare,” racconta Hinson. “Come si può progredire come essere umano verso il futuro se si continua a scrivere di tutta quella roba che ti incatena al passato?”
Nato a Memphis ma cresciuto in Texas, Hinson inizialmente non comprendeva la sua unicità. Innanzitutto, è di origine Chickasaw, una tribù nativa americana nota per essere composta da guerrieri particolarmente feroci. Inoltre, la sua famiglia apparteneva alla Chiesa di Cristo, che lui definisce “una delle più recenti, severe e bizzarre sette del cristianesimo.”
Da adolescente, Hinson ha rifiutato il suo background religioso e si è invece rivolto alla musica per ispirazione, ascoltando gruppi industrial e alternativi come Skinny Puppy, My Bloody Valentine e The Jesus and Mary Chain. Insieme al fratello maggiore, iniziò a suonare la chitarra e scrivere canzoni influenzate da questi generi. Su suggerimento del fratello, cominciò a suonare la chitarra acustica, mantenendo però il suo stile graffiante, tratto distintivo della sua musica ancora oggi.
Hinson iniziò a scrivere molto, registrando i brani a casa e distribuendo copie agli amici. Non cercò subito un contratto discografico, perché la sua situazione personale complicata non glielo permetteva. “Ero praticamente senza casa ad Austin, Texas, e la mia vita non andava da nessuna parte,” racconta. “Non riuscivo a trovare lavoro, non avevo un’auto funzionante. La mia vita non stava andando bene.” Era in condizioni talmente difficili che non possedeva nemmeno più una chitarra.
Quando il suo amico John Mark Lapham (dei The Earlies) fece ascoltare le sue canzoni a un’etichetta discografica londinese, a Hinson venne finalmente offerta una via d’uscita dalla sua situazione disperata. Oltre a firmare un contratto, l’etichetta gli fornì i fondi per pagare le cauzioni relative a mandati d’arresto, un passaporto e un biglietto aereo per il Regno Unito, dove registrò il suo album d’esordio Micah P. Hinson and the Gospel of Progress. Pubblicato nel 2004, l’album gli valse un immediato successo e un notevole seguito europeo.
Anche i successivi nove album ottennero grande successo, consacrandolo come uno dei cantautori più innovativi e interessanti della scena alt-folk internazionale. Le sue canzoni rappresentano momenti chiave della sua vita variegata, dai giorni instabili dell’infanzia fino agli anni recenti in cui è diventato un padre devoto.
La sua volontà di fare le cose in modo radicalmente diverso emerse con la registrazione di I Lie to You, primo album prodotto da un esterno. Alessandro “Asso” Stefana, milanese che ha lavorato con PJ Harvey e Mike Patton, guidò il disco verso uno stile essenziale che mette in risalto i testi intensamente onesti e evocativi di Hinson. “Rimasi sbalordito, ammirato da quello che stava facendo,” dice Hinson di Stefana. “Ha dato nuova vita a quello che faccio.”
Stefana aiutò anche Hinson a ottenere un contratto con la Ponderosa Music Records, rinomata etichetta italiana che ha pubblicato lavori di Blonde Redhead, una band che ha profondamente ispirato Hinson durante gli anni formativi. (Un segno positivo per lui fu anche che “Ponderosa” è il nome del ranch nella serie televisiva Bonanza, il suo show preferito da bambino.)
Anche se Hinson ha guadagnato molti riconoscimenti scrivendo canzoni sul passato – e I Lie to You continuerà questa tradizione – sarà affascinante vedere cosa creerà ora che è libero da tutto ciò che lo aveva appesantito per anni.
Si sente già rinato in ogni aspetto: “Non è cambiata solo la mia scrittura, ma anche la mia vita familiare, le mie idee sulla religione e sulla politica,” dice. “È davvero strano come, dopo aver deciso di cambiare la mia vita, tante cose belle e sorprendenti siano arrivate. Sarò per sempre grato per tutto ciò che mi ha portato in questo nuovo posto.”
Dopo l’album I Lie to You, lui e Asso sono tornati in studio, in una location segreta nel nord Italia, per lavorare a quello che sarebbe diventato The Tomorrow Man – una raccolta di canzoni scritte tra Spagna e Texas. Sono tutte composizioni nuove, a eccezione del vecchio classico country “The Last Train to Texas,” tutte nate dal suo presente e dai tempi attuali. Canzoni fondamentali per lui, che afferma: “Ho cercato queste canzoni per tutta la vita. Ho intrapreso un viaggio lungo una vita per trovare il luogo perfetto dove verità e comprensione vivono e prosperano, in primo piano nella mia mente e nelle mie canzoni. Ho trovato questo posto, e inseguirò questa bestia fino ai miei ultimi giorni.”
Per accedere all’evento acquista l’abbonamento di tre giorni o il biglietto giornaliero DAY 3 – domenica 12 ottobre
